Chi compra online? Istantanea dell’acquirente tipo in UE

Sul fatto che l’ecommerce sia un fenomeno in continua espansione non ci sono dubbi. Ma chi fa shopping online? Quali sono i tratti distintivi del tipico acquirente della Rete? Ecco l’identikit aggiornato al 2017.

 

Dieci anni fa, nel 2007, l’ecommerce coinvolgeva circa la metà degli utenti Internet. Oggi è salito a due terzi. Fare shopping online è una pratica in crescita, che oggi riguarda tutte le fasce d’età, con particolare riscontro nei giovani tra i 25 e i 34 anni (75%).

Questo è ciò che avviene in Europa secondo l’ultimo rapporto Eurostat “Digital Economy & Society in the EU.” Lo studio si occupa del rapporto tra la popolazione europea e le tecnologie Ict, tra cui anche l’ecommerce.

Inghilterra, Danimarca e Germania sono le tre nazioni che più utilizzano la formula dell’acquisto online, mentre la propensione degli italiani resta ancora piuttosto bassa.

 

Ma cosa acquistano i consumatori in Rete?

I più venduti sono gli articoli sportivi, comprati dal 60% degli utenti. A seguire: viaggi e vacanze (52%), complementi di arredo (44%) e biglietti per concerti o spettacoli (38%). Meno comuni food & groceries (23%) e medicinali (13%).

ecommerce prodotti

Fonte Eurostat “Digital Economy & Society in the EU”

 

Come accennato, in Italia siamo ancora sotto la media, anche nella fascia in cui l’ecommerce è più diffuso (25-34 anni). Se prendiamo, per esempio, il settore dell’arredamento, solo il 14% dei quasi o over 30 italiani ha fatto acquisti di questo tipo online, contro il 67% dei coetanei inglesi. Lo stesso vale anche per altre categorie merceologiche. Elettronica, vacanze, alimentari: siamo molto lontani dai livelli degli altri Paesi europei.

 

Quali sono i problemi più diffusi?

Per la maggior parte degli acquirenti online europei (68%) non ci sono stati particolari problemi in fase di acquisto. Gli aspetti più critici che vengono incontrati con maggiore frequenza sono ritardi nelle consegne (17%) e problemi tecnici dei siti web (13%).

In Italia, invece, sembra che il digital divide non sia solo tecnologico ma anche culturale. L’interesse per l’ecommerce risulta più scarso della media europea anche nelle zone densamente popolate e anche tra le persone con un alto titolo di studio.

Eurostat non indaga sulle ragioni di tale differenza, ma sarebbe interessante capire perché, anche in questo campo, il Bel Paese fatichi a stare al passo coi tempi.

 

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