eCommerce Italia 2017: Dati, Tendenze, Strategie e Previsioni

Anche quest’anno Casaleggio Associati ha presentato il report annuale sullo stato dell’ecommerce in Italia e in Europa, ormai arrivato alla sua XI edizione. Vediamo quali sono i dati che emergono, le tendenze in corso, le previsioni e le speranze per il futuro.

L’agenda 2017 è particolarmente ricca: oltre all’intervento di Davide Casaleggio, presidente di Casaleggio Associati, sono previsti altri cinque interventi di professionisti e operatori del settore, per fornire un quadro completo e punti di vista differenti e complementari: Giacomo Fusina, fondatore di Human Highway, Giuseppe Rudi per Mail Boxes Etc, Alessandro Rossi di CoContest, Marco Magnocavallo di Tannico e, a chiudere, un intervento congiunto di Alberto Birolini di Fiege e Giuseppe Tamola di Zalando.

ecommerce italia

Ad aprire i lavori è proprio Davide Casaleggio, che riporta una sintesi dei dati dell’ultimo anno. La carne al fuoco è molta, ma cerchiamo di sintetizzare gli aspetti più significativi.

Nel 2016, a livello mondiale il fatturato dell’ecommerce è cresciuto di oltre 200 miliardi di dollari rispetto al 2015, con la Cina leader di settore che detiene il 46% del mercato. Seguono gli Stati Uniti, che pur essendo un mercato maturo, hanno registrato una crescita del 15,6% sull’anno precedente.

In Italia l’indagine è stata condotta su 3.000 aziende campione, che nel complesso hanno aumentato il fatturato del 10% rispetto al 2015 (crescita inferiore rispetto al 19% del 2015 sul 2014). E’ evidente che siamo di fronte a un mercato che non è ancora maturo ai livelli degli USA e che, nonostante ci sia spazio, fatica ancora a crescere.

Perché? Per la mancanza di offerta, afferma Casaleggio, soprattutto nei settori moda, alimentari e arredamento (che sono anche quelli più in crescita).

fatturato ecommerce italia 2017

In fatto di strategia e marketing si registra la tendenza a vendere all’estero (il 60% del mercato è infatti in UK, Germania e Francia), e pagamenti e attenzione al cliente restano questioni centrali su cui si focalizzerà l’attenzione nell’anno in corso.

trend ecommerce italia 2017

La promozione online rimane un aspetto da migliorare, mentre i social network danno maggiori soddisfazioni e le imprese sono più soddisfatte del ROI di questi canali. Nel breve periodo le realtà interpellate intendono investire in marketing e promozione, user experience e tecnologia (con particolare attenzione a chatbot e simili per migliorare l’esperienza di acquisto del cliente).

investimenti ecommerce italia 2017

Anche il mobile occupa una posizione di rilievo: il 37% delle transazioni globali vengono effettuate da dispositivi mobili, per questo il livello degli investimenti in questo campo resta stabile.

Il settore trainante è, come l’anno scorso, il turismo, mentre crescono quello alimentare, casa e arredamento e salute e benessere.

Fuori dai confini nazionali gli investimenti da parte di venture capital su imprese ecommerce sono maggiori e lo scenario italiano è sempre in una condizione di squilibrio rispetto alla media europea. Per essere all’altezza della competizione servirebbe un ecosistema di finanziamenti, sostiene Casaleggio, che, in chiusura, definisce la situazione italiana come “nanismo dell’ecommerce”.

Tra gli altri interventi, particolarmente interessante quello di Giacomo Fusina, founder di Human Highway, che sposta l’attenzione dall’azienda al cliente e all’esperienza di acquisto. Oltre a confermare alcuni dati emersi dal report di Casaleggio Associati, come ad esempio la tendenza ad acquistare da mobile, viene messo l’accento sul concetto di ibridazione tra online o offline. Non solo gran parte degli acquisti viene fatta online, ma il digitale condiziona l’intera esperienza di acquisto, compreso quello fisico.

7 acquisti su 100 in un negozio fisico sono influenzati dallo smartphone: le persone tendono sempre di più a confrontare marchi, verificare prezzi e valutare l’acquisto più conveniente. Siamo di fronte al cosiddetto “smart shopping”, espressione di un sistema sempre più connesso e integrato tra online e offline.

“E’ cambiato il mindset delle persone”, dice Fusina, “sono più scaltre, sanno come confrontare i prezzi e per questo il servizio offerto da un ecommerce deve essere perfetto, pena la perdita del cliente.” Se invece il cliente è soddisfatto, tende a ritornare: perché cambiare se sa che quel sito funziona, è affidabile, sicuro e puntuale?

Nel corso dell’evento sono stati affrontati altri temi cruciali: la logistica e l’importanza di un servizio efficiente e personalizzabile; la necessità di finanziamenti da parte di venture capital e la speranza di investimenti pubblici per alimentare le startup, motore dell’innovazione che spesso fatica a decollare; la possibilità di vendere online a nicchie di appassionati anche nell’era di Amazon e anche in un settore “vecchio” e difficile com’è quello del vino.

I margini ci sono, dunque. O meglio, ci sarebbero:

“Per un servizio di eccellenza servono investimenti e, finché mancano, si perpetuerà il nanismo dell’Italia. Il rischio è quello di rimanere piccoli e di lasciare il mercato ai player esteri (che arriveranno).

E’ necessario iniziare a pensare in grande”

(Davide Casaleggio).

Il report completo è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale di Casaleggio Associati

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