Startup Marketing: 11 punti per creare un piano marketing e promuovere una startup

Il successo di una startup spesso dipende dal suo approccio al marketing. Sfortunatamente la maggior parte dei fondatori di startup hanno poca o nessuna esperienza nel marketing o nella gestione del budget dedicato alla promozione. Come affrontare questo problema e promuovere una startup in modo efficace? Il segreto sta nella pianificazione!

Sono stati scritti milioni di articoli su sviluppo del brand, strategie di marketing per startup, PR, video virali e molto altro. Leggerli tutti potrebbe essere un buon inizio, ma richiederebbe parecchio tempo (che probabilmente non avete). In alternativa potete scoprire e provare gli approcci già testati che presentiamo qui di seguito.

Il piano descritto in questo articolo, generalmente si sviluppa uno step alla volta nell’arco di 18 mesi. Speriamo possa esservi d’aiuto, perché oggi come oggi il branding è (quasi) tutto.​

Fase 1: Posizionamento strategico, brand e presenza sul web​

1.Posizionamento strategico​

Il primo step di un qualsiasi piano di marketing di ogni brand/prodotto è il posizionamento strategico. Un utile esercizio che comprende una simulazione del mercato target di early adopters. Posizionarsi correttamente è fondamentale come puntare un’arma nella giusta direzione prima di un assalto.

Iniziate definendo la “categoria” di appartenenza del vostro prodotto/servizio e successivamente identificate i vantaggi chiave che offre, la value proposition e i competitor di riferimento. Analizzate messaggi, strategie di lancio, piani e obiettivi, almeno per i primi 12-24 mesi.

Chiedetevi sempre: “Chi è esattamente il mio cliente e perché dovrebbe acquistare da me?”

2.Sviluppo del brand

In questo mondo di competizione eterna e intangibile, il brand è tutto. Il vostro nome, logo e URL devono emergere dal mucchio ed essere riconoscibili.

Dovete impostare un programma rapido ed efficace per sviluppare un nome appropriato, un’iconografia e/o logo e trovare un URL disponibile. Siate creativi. Non rimandate la scelta ad un secondo momento. Lo rimpiangerete.

Se necessario bisogna creare anche uno slogan. Se avete già il nome e l’URL giusti, date loro un look accattivante. Create un logo irresistibile, che sia in grado di attirare l’attenzione di dipendenti, clienti e partner fin dal primo giorno.

3.Presenza sul web

Nell’era dei social media e del digital marketing essere presenti sul web è tanto importante quanto complesso. Non serve più un sito solo funzionale, serve un sito sofisticato che svolga più ruoli. Pensate al vostro sito come a un’applicazione per il consumatore più che come una mera fonte di informazioni.

Inoltre, avete bisogno, come minimo, di un blog ricco e aggiornato, di una pagina Facebook dinamica e di un profilo Twitter. Alcuni avranno anche bisogno di app per Web, Facebook, iPhone, e via dicendo.

Studiate la vostra presenza sul web prima del lancio. Il design conta, ma struttura e contenuti sono cruciali, con keyword rilevanti, tag SEO ed elementi visivi coerenti. Ovviamente, vista la diffusione crescente dell’accesso a internet e agli ecommerce via mobile, il sito dovrà essere completamente resposive per adattarsi a qualsiasi dispositivo: desktop, laptop, smartphone e tablet.


​Siete già confusi?

​Pensate di aver bisogno di supporto e di un percorso formativo su misura?

Scoprite i Corsi di Business per Startup di Lacerba

Tutto ciò che serve per trasformare un’idea in realtà.


Fase 2: Blogging, PR, Video e SEO

4.Strategia blog

​Nessuna strategia di marketing per startup è veramente efficace senza un blog. Dal 2009 al 2012, la percentuale di compagnie con un blog è cresciuta dal 48% al 62%. Non restate indietro. Un blog è il fulcro di ogni moderna strategia di comunicazione e marketing “social-oriented”.

Dovrebbe migliorare il posizionamento strategico del brand, promuovere i prodotti/servizi della categoria, definire credenziali, messaggi e vantaggi. Il blog è il vostro primo strumento di marketing: accertatevi che colpisca. I blog devono essere progettati in modo adeguato, con un design professionale e una gestione seria. Bisogna sviluppare una strategia editoriale, stabilire chi scriverà, integrare guest post e pianificare e produrre con attenzione i contenuti.

5.Digital PR e partnership​

Per guidare e supportare la presenza web dell’azienda e le attività di social media marketing bisogna attuare un piano di digital PR e partnership. Non solo per gestire la comunicazione, il traffico e il networking, ma anche per monitorare le conversazioni, il passaparola (in gergo “WOM”, word of mouth) e la reputazione online.

Twitter è uno strumento potente, ma un piano di digital PR efficace dovrebbe essere strettamente legato ai vostri obiettivi di business ed aiutare ad aumentare conversioni e vendite.

Le tecniche di digital PR avanzate, come il viral marketing, il crowdsourcing e il WOM devono essere padroneggiate al meglio per migliorare giorno per giorno questo meccanismo. Nel regno del digitale, le PR comprendono lo sviluppo delle comunicazioni con clienti e aziende, così come quelle con i blogger e la presenza sui media.​

6.Video virali e guerrilla marketing​

Video virali e guerrilla marketing (sia B2B che B2C), se fatti nel modo giusto possono aiutare ad amplificare notevolmente il WOM e la brand awareness. Ma devono essere pianificati ed eseguiti attentamente, perché se fatti in maniera affrettata vi si possono ritorcere contro.

I video/giochi virali e le attività guerrilla sono una questione di idee originali, contenuti e produzione. Alcuni dei video più virali sul web sono stati prodotti quasi a costo zero. Anche qui: siate creativi. E ricordate che lo humour funziona quasi sempre. Se avete bisogno di spunti creativi, vi rimandiamo all’articolo 7 Strategie di Marketing creative per promuovere una startup con budget ridotti.

Un grande esempio di video virale innovativo e a basso costo è First Kiss, di Wren Studios, prodotto con soli $1300 e che conta in questo momento oltre 120 mila visualizzazioni.​

7.SEO e link building

Per fare in modo che presenza web, blog, digital PR e social media marketing abbiano un solido supporto tecnico bisogna mettere in atto iniziative di SEO semantica e algoritmica, in modo da sfruttare le dinamiche di Internet per amplificare i propri investimenti.

Bisogna coordinare una strategia di link-spreading e link-baiting (letteralmente “esca per link”: creare contenuti attraenti per attrarre link di altri blog o siti per avviare discussioni) con il piano di digital PR e social media marketing. Le keyword sono importanti: cercatele, sviluppatele, estendetele e usatele come guida per i contenuti.​

Fase 3: Advertising​

8.Advertising online​

Le Fasi 1 e 2 portano ad un piano di marketing solido ed efficace con gli ingredienti virali di base. Una volta messo in atto, bisogna ampliarlo e migliorarlo ulteriormente. E qui entra in gioco la Fase 3: iniziare un programma di advertising online.

Ora che sapete molto di più sul vostro brand, su prodotti/servizi, mercato, prospect, utenti, clienti e partner, siete nella posizione migliore per sviluppare una strategia di advertising online.

Google AdWords è un buon inizio: efficiente in termini di costi, flessibile, orientato ai risultati e scalabile. Poi potete considerare di sviluppare campagne Yahoo/Bing, Facebook Ads e banner. Per approfondire: 10 canali di marketing a pagamento da usare per promuovere una startup​.

​9.PR strategiche

Le attività di digital PR sono il pane quotidiano delle PR di oggi. Per emergere veramente servono alcuni ingredienti in più.

Una volta che il brand e i prodotti/servizi si sono affermati, potete sviluppare iniziative PR verso eventi strategici, campagne di awareness ad alto profilo con i grandi media ed eventi ad alto impatto. In questo modo è più probabile che otteniate la risposta e il riconoscimento necessari.

Si tratta di colpire i media più rilevanti che detengono la readership, convegni e conferenze importanti e, in seguito, radio e TV. Puntate agli eventi ad alto impatto. Questo tipo di PR è la glassa, non la torta.​

10.Campagne di crowdsourcing​

Le campagne di crowdsourcing sono diventate una freccia importante nella faretra del social marketing. Molti brand sfruttano il potere della folla per dare vita a contest e sviluppare contenuti virali.

Il crowdsourcing può anche essere utilizzato per sviluppare il business in modo conveniente, fare ricerche di marketing, raccogliere opinioni, supportare il customer service e molto altro.​

11.Briefing​

Una volta che reputazione e awareness sono stabili, bisogna sviluppare un programma altamente targetizzato di speaking e briefing, per essere certi che il brand rimanga rilevante.

A questo punto dovreste essere in grado di produrre contenuti e iniziative in grado di sostenere la leadership di mercato che volete. E’ tempo di prendere il comando.​

Lanciate la vostra innovazione​

Seguire questo piano marketing per promuovere la vostra startup aumenterà le probabilità di successo. Per avere indicazioni più specifiche potete contattarci liberamente e richiedere una consulenza. Consigli, suggerimenti, approfondimenti e soluzioni ad hoc: scriveteci e cercheremo di indirizzarvi nella giusta direzione.​

Leave a Reply