Guideshop: i negozi in cui non si può comprare nulla

A prima vista sembrano negozi come gli altri. C’è una struttura con all’interno merce ed espositori, ci sono anche i commessi, ma manca una cosa fondamentale: la possibilità di fare acquisti. Che i guideshop siano la nuova frontiera della vendita?

 

Ai guideshop non manca praticamente niente per essere negozi fisici a tutti gli effetti. L’assurdo è che non è possibile acquistare la merce. La domanda che sorge spontanea è quale sia il motivo per cui sono nati questi negozi. In realtà esiste una motivazione più che sensata, che nasce dal bisogno dei clienti online di poter provare, vedere e valutare la merce d’acquistare.

I guideshop diventano il collegamento tangibile tra mondo online e mondo offline. Un nuovo ed innovativo modello di business che si sta sviluppando e diffondendo nel settore ecommerce.

Vantaggi

Dare la possibilità di poter provare e vedere i prodotti prima di procedere con l’acquisto significa intercettare quella fascia di potenziali clienti che prima arrivavano sul nostro ecommerce, trovavano ciò che cercavano ma alla fine abbandonavano la decisione d’acquisto per dubbi sulle taglie o qualità.

Oltre a questo vantaggio, con i guideshop si ottiene un altro effetto molto positivo per chi deve gestire un ecommerce. I clienti, potendo provare e testare la merce, effettueranno acquisti più consapevoli e di conseguenza i resi per sostituire la merce caleranno drasticamente togliendo un grande pensiero ai proprietari dei negozi online.

Se pensiamo poi a cosa significa gestire questa nuova tipologia di negozi fisici anche qui possiamo trovare dei vantaggi. Occorrono spazi più piccoli e magazzini quasi inesistenti in quanto si esporranno pochi prodotti per ogni variante della tipologia di merce, non è più necessario esporre 4/5 t-shirt per taglia. Tutti elementi che fanno si che la spesa per ogni punto vendita sia decisamente più contenuta rispetto ad un tradizionale negozio fisico.

Come spesso accade anche questa nuova idea è partita dagli Stati Uniti, dove già diverse insegne online hanno aperto uno o più guideshop.

Tra i pionieri di questo nuovo modello di business troviamo Andy Dunn con il suo marchio di abbigliamento maschile Bonobos.

 

bonobos

 

Bonobos ha iniziato la sua attività 10 anni fa. Nato per soddisfare una tipologia di clientela prettamente maschile all’inizio si è proposto come store online specializzato in pantaloni “chino”. Visto il crescente successo e la crescita delle vendite Dunn ha deciso di ampliare l’offerta di Bonobos inserendo anche abiti, camicie e altre tipologie di vestiti da uomo.

Ad oggi esistono decine di negozi fisici Bonobos di tipologia guideshop. La loro particolarità, oltre al fatto di non poter comprare niente, è il fatto di poter accedere solo su prenotazione.

 

E in Italia qual è la situazione?

Anche nel nostro Paese iniziano a muovere i loro primi passi i guideshop. Una delle prime insegne a credere e ad investire in questo nuovo modello di business innovativo è stata la startup di Biella Lanieri.

lanieri

Questa startup piemontese è nata nel 2012 da un’intuizione dei suoi 2 fondatori Riccardo Schiavotto e Simone Maggi. La loro business idea è stat quella di essere tra i primi in Italia ad aprire un negozio online specializzato in abiti su misura.

Anche in questo caso, visto il successo ottenuto dalla piattaforma ecommerce, hanno pensato di aprire dei guideshop con il loro marchio. Al momento sono stati aperti 7 spazi: 4 in Italia e 3 all’estero, precisamente a Parigi, Zurigo e Bruxelles. In questi guideshop si respira un’atmosfera di atelier più che di semplici negozi fisici. Come per Bonobos, si può accedere ai negozi solo su prenotazione. Durante l’appuntamento si viene seguiti e consigliati da un sarto, potendo provare e toccare con mano i tessuti per poterne apprezzare la qualità.

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