Ikea: vendere su altri marketplace per rilanciare il business

Il CEO di Ikea ha annunciato che nel 2018 il brand svedese comincerà a vendere anche tramite terze parti. Una mossa strategica per rispondere al calo di vendite nei negozi fisici e raggiungere nuovi potenziali clienti in rete.

 

È il più grande cambiamento dalla fondazione del colosso svedese, ha affermato Torbjörn Lööf, CEO di Ikea, in un’intervista al Financial Times. Un cambiamento epocale, ma necessario per rilanciare il brand.

I consumatori sono sempre più propensi ad acquistare online, e una partnership con i grandi marketplace potrebbe essere la soluzione per affrontare il calo di vendite degli store fisici.

Stando a quanto riporta il Financial Times, dal 2018 Ikea avvierà dei test per vendere i propri articoli di arredamento attraverso alcune piattaforme globali. Indiscrezioni parlano di nomi come Amazon e Alibaba, ma non c’è stata ancora nessuna conferma da parte dei portavoce della compagnia.

Finora Ikea ha fatto leva sul fascino dei suoi giganteschi mega store per attirare il cliente. Ma è tempo di cambiare. “Abbiamo finora disegnato l’Ikea experience perché funzionasse nei negozi” – ha dichiarato Lööf – “Impareremo velocemente per trasferirla anche al mondo online”.

Ikea sta anche sperimentando nuove tipologie di punto vendita, come dei pick-up point in centro città, pop-up store e negozi di dimensioni più piccole con un inventario ridotto e meno parcheggi.

 

pop-up ikea

 

Sempre nell’ottica di adattarsi alle nuove necessità di un mondo sempre più digitale e interconnesso, si inseriscono il lancio dell’app Ikea Place e la recente acquisizione di Ikea di TaskRabbit. La startup di San Francisco permette all’utente di mettersi in contatto con professionisti freelance (detti taskers), che si mettono a disposizione per montare mobili, riparare oggetti, offrire supporto nel trasloco e persino pulire casa.

 

taskrabbit

Il focus principale di Ikea resta sempre sui canali di vendita esistenti: sito proprietario e store fisici. La vera sfida sarà quella di riuscire a mantenere la propria identità anche su piattaforme di terze parti.

 

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