Kid-tech: la rapida ascesa di servizi e tecnologie dedicate all’infanzia

Startup e kid-tech, il connubbio del momento. Servizi e nuove tecnologie dedicati ad infanzia, bambini e genitori sono letteralmente esplosi negli ultimi 4 anni. Dagli ultimi dati raccolti per il 2017 questa crescita non cenna ad arrestarsi e il settore sta diventando un notevole punto di interesse per gli investitori in cerca di startup appetibili.

 

Un mercato in ascesa

Il kid-tech sta diventando uno dei settori su cui tenere gli occhi puntati. Le nuove tecnologie che possono aiutare e facilitare la vita di bambini e genitori si stanno sviluppando sempre di più. Se pensiamo poi che questo mercato non avrà mai fine è facile intuire il motivo per cui numerosi investitori si stanno interessando alle startup che si occupano di kid-tech.

Nonostante siano tra le ultime arrivate, le startup per il kid-tech hanno già generato un loro mercato che ad oggi vale mezzo miliardo di dollari. Dal 2013 ed il 2016 le operazioni in questo settore sono cresciute del 48% chiudendo il solo 2016 con ben 176 deal. Dalle proiezioni di metà anno sembra che il trend sia per chiudere il 2017 con almeno 185 deal, una crescita continua.

Le startup con più successo si occupano di educazione scientifica e linguistica per l’infanzia, di ecommerce realizzati specificamente per mamme e bambini o del settore nominato “childcare”.

 

La situazione globale del kid-tech

Dando uno sguardo alla situazione mondiale del settore si può vedere come siano gli Stati Uniti a guidare questa particolare classifica, affermandosi come il Paese con la più alta percentuale (51%) di startup del settore kid-tech sul totale. A seguire in classifica troviamo Paesi come Cina, India, Regno Unito e Germania. Seguono la capolista Strati Uniti in termini di percentuale sul totale delle startup, ma si stanno facendo valere sempre più in questo settore aumentando gli investimenti.

La Cina, ad esempio, risulta essere il Paese dove si concludono più deal che superano i 100 milioni di dollari. Uno dei casi recenti più emblematici ad esempio è il deal da 448 milioni di dollari chiuso con la cinese Babytree, la più grande piattaforma di condivisione per genitori. Oppure la società che incorpora Vipkid (piattaforma e-learning per bambini per imparare le lingue) e Mia.com (ecommerce di saldi per mamme e bambini) finanziate rispettivamente per 325 e 232 milioni.

 

Startup kid-tech in Europa

Anche in Europa si avverte e si inizia a seguire questa nuova tendenza del mercato. Seppure in ritardo rispetto ai competitor globali anche gli investitori europei iniziano a muoversi in questo mercato. Le startup che hanno meglio figurato nel vecchio continente negli ultimi 24 mesi sono state la spagnola Lingokids e le inglesi Wonderbly e Mind Candy. Lingokids si occupa di libri personalizzati per l’infanzia ed ha raccolto 8,5 milioni di dollari. Le 2 startup inglesi si occupano invece di entertainment per l’infanzia ed hanno ottenuto finanziamenti per 1,5 miliardi di dollari.

Anche in Italia il settore è in crescita anche se i numeri sono distanti dai Paesi rivali. La startup che ha avuto più successo nel settore kid-tech è stata Mukako con 2 milioni di investimento. Un ecommerce nato per la vendita in abbonamento di pannolini che, grazie agli investimenti ottenuti, ha potuto allargare la propria offerta inserendo giochi e articoli per la puericoltura. Un caso recente che sta ottenendo risultati decisamente sopra la media per quanto riguarda il nostro Paese è quello di Family Nation, un ecommerce che grazie ad una campagna di equity crowdfounding ha raccolto ben 560 mila euro in nemmeno una settimana.

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