Il trend “try before you buy” e la crescita dei resi

Le vendite online esercitano un’influenza sempre maggiore sul mercato dei prodotti di consumo. Una nuova tendenza del settore ecommerce nata da poco potrebbe rivelarsi pericolosa per tutti i rivenditori impreparati. Lo scorso anno aziende come ASOS, Topman e Schuh hanno iniziato a lanciare delle opzioni “ try before you buy ” prima dell’acquisto per i consumatori.

 

ASOS è il pioniere leader di questo tipo di approccio. Ha introdotto la sua iniziativa “try before you buy” lo scorso novembre 2017 in collaborazione con la società di pagamento Klarna. Questa nuova opzione, adottata poi da altri rivenditori, consente agli acquirenti di ordinare diversi articoli prima di decidere cosa acquistare. Non sono previsti costi iniziali ed i consumatori pagano solo ciò che decidono di tenere restituendo il resto.

Per i consumatori ci sono enormi vantaggi senza alcun ombra di dubbio. In primo luogo, consente allo shopping online di assomigliare più strettamente allo shopping in un negozio fisico. In secondo luogo, l’acquirente non deve attendere che vengano elaborate le procedure di reso per ottenere il rimborso.

Questa nuova tendenza sembra diffondersi rapidamente. Uno studio di Brightpearl ha intervistato 4.000 consumatori negli Stati Uniti e nel Regno Unito chiedendo loro cosa pensassero di questa nuova formula d’acquisto online. Il 76% degli intervistati ha riferito che avrebbe “sicuramente” o “forse” acquistato più articoli se gli fosse stata offerta la possibilità di provare prima dell’acquisto.

L’87% dei consumatori ha dichiarato che restituirebbe fino a 7 acquisti e l’85% di loro si aspetta comunque che i rivenditori si occupino  dei resi gratuitamente.

 

I pericoli nascosti del “try before you buy”

La popolarità di questa nuova formula di shopping online sta cominciando a diffondersi in tutto il settore ecommerce. Secondo lo studio di Brightpearl, il 40% dei venditori online ha registrato un “marcato aumento” dei “resi” nell’ultimo anno. I clienti ormai non si fanno alcun problema ad effettuare ordini sapendo che il reso di un qualsiasi prodotto indesiderato sarà gratuito o quasi.

Il 51% dei venditori ha riferito che i loro margini di guadagno sono stati significativamente influenzati dal processo di gestione e confezionamento di così tanti resi. Il 72% pensa che i resi caleranno solo quando la tendenza del try before you buy continuerà a crescere.

Secondo Brightpearl la percentuale di rivenditori online a livello mondiale ad aver adottato la formula del  try before you buy si attesta a circa il 17%. Tuttavia, il 69% dei rivenditori non ha ancora trovato alcuna soluzione per riuscire a gestire il crescente numero di resi.

“Per i consumatori, provare prima di acquistare è una tendenza positiva. Elimina un’altra barriera all’acquisto“, ha dichiarato Derek O’Carroll, CEO di Brightpearl.

“La buona notizia per i rivenditori è che questo porterà quasi certamente a un aumento delle vendite. Il nostro studio indica che gli acquirenti vogliono la possibilità di ordinare articoli online ma vogliono dover pagare solo una volta che decidono di tenerli. E’ qualcosa che tutti i rivenditori dovranno considerare per poter rimanere competitivi”.

“Tuttavia, questa tendenza potrebbe significare disastri per i rivenditori che non si posseggono la giusta struttura e le giuste soluzioni per gestire i resi. Dovranno fare in fretta perché questa tendenza verrà adottata sempre più ampiamente adottata nel prossimo anno”.

“I consumatori acquisteranno di più, ma i rivenditori devono essere pronti per una potenziale valanga di resi da dover gestire. I consumatori intervistati hanno indicato che avrebbero restituito in media 3 articoli in più al mese. Ciò significa l’arrivo di una valanga di resi a dir poco ingestibile per alcune tipologie di commercianti.”

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