Vendite ecommerce: Italia sempre indietro rispetto agli altri Paesi europei

Il commercio cambia e muta sempre più verso il digitale. Restare al passo è l’unica soluzione. Una tecnologia digitale alla portata di tutti unita ai milioni di potenziali clienti che si trovano online fanno sì che il commercio online sia il settore in cui investire per il futuro.

Commercio tradizionale e commercio online non si escludono a vicenda. Le tecnologie digitali, se ben integrate con un’attenta pianificazione strategica, possono diventare quella spinta in più da affiancare alle forme di retail che tutti conosciamo per dare vita al retail 4.0.

Sviluppare le vendite del settore ecommerce in Italia potrebbe portare diversi vantaggi, uno tra tutti spingere la crescita del PIL del Paese che arranca ormai da anni. Ad oggi le vendite del commercio online in Italia si attestano al 2,8% delle vendite totali ma le stime indicano che da qui al 2021 potrebbero crescere fino al 7,3%. Una crescita certamente sensibile, come è emerso anche dal convegno dell’Osservatorio ecommerceB2c, ma non ancora sufficiente se paragonata agli altri stati membri dell’Unione Europea.

 

vendite online Italia

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

A primeggiare in questa particolare statistica è il Regno Unito con un totale di vendite online pari al 15,5% ed una crescita prevista al 22,7% entro il 2021. Un confronto che mostra un gap davvero imbarazzante. A ruota del Regno Unito troviamo Francia (10,2%) e Germania (9,9%) nelle prime posizioni, cosa facile da prevedere. Il dato preoccupante è che davanti a noi abbiamo Irlanda, Portogallo, Spagna e Grecia, nonostante i cugini ellenici siano stati colpiti da una crisi economica di non poco conto.

Questi dati, elaborati al Boston Consultino Group, non possono che far riflettere su quanto lavoro e quanta strada c’è ancora da fare per il nostro Paese.

I modelli d’acquisto degli utenti stanno cambiando, si stanno evolvendo come le tecnologie. Soprattutto i giovani che sono i clienti con cui interfacciarsi da qui al futuro, utilizzano sempre di più il commercio online per la comodità della formula e la possibilità di risparmio. Questo è il motivo principe per cui le aziende devono puntare al commercio 4.0.

In Italia però la maggior parte delle aziende non è ancora strutturata per il mercato digitale. Altra strategia che non paga appieno gli sforzi delle imprese verso la digitalizzazione è quella di affidarsi ai grandi marketplace della rete per vendere propri prodotti invece che strutturare un proprio negozio online, così facendo rinunciano ad una grossa fetta di guadagni.

Tutto questo fa sì che i consumatori italiani molto spesso rivolgono la loro domanda d’acquisto verso portali stranieri e solo marginalmente verso portali italiani.

Il commercio 4.0 è una formula da pianificare attentamente, non ci si può semplicemente lanciare nel mondo del digitale per sistemare situazioni di calo delle vendite del retail tradizionale, il rischio è quello di fare la fine del gigante americano del giocattolo Toys’R’Us che ha dovuto ricorrere al Chapter 11 per salvarsi.

La corsa verso il commercio digitale è un lungo percorso che è ancora nella fase iniziale. Si deve valutare bene quale che sia il giusto mix tra negozio tradizionale e negozio online per poter avere successo e non auto-eliminarsi.

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